Le tue vacanze sul gargano e in Provincia di Foggia

La Via Sacra dei Longobardi, ossia quell'ultima appendice della Via Fracigena, fu una delle più importanti arterie del pellegrinaggio medievale, ed ancora adesso itinerario di fede e di richiamo spirituale per migliaia di devoti. Così, dopo aver attraversato la valle di San Severo, questo antico percorso si insinuava tra il promontorio garganico e la piana del Tavoliere, consentendo, attraverso sentieri più o meno impervi, di giungere al Santuario di San Michele. Già sul finire del V secolo, quando il culto dell'Arcangelo approdò sul Gargano, la Grotta a "Lui" consacrata divenne fulcro di una continua devozione, e più tardi, tappa obbligata per i crociati diretti alla Terra Santa.

E lì, sul Monte, specie in età medioevale, salirono papi, sovrani, romei, santi predicatori ed umili pellegrini: un'umanità in cerca di "salvezza" che, prima dai territori limitrofi, poi perfino dall'Europa intera, fece di questo percorso un crocevia di genti e culture diverse.
A testimoniare questa profonda devozione sono oggi le chiese, i monasteri, i resti di cappelle votive e gli antichi ostelli che punteggiano la Via Sacra nella sua interezza. Il tracciato inizia, perciò, con la benedizione di Santa Maria di Stignano, prosegue nel segno di San Matteo, Padre Pio, San Michele e San Leonardo, e termina con l'abbraccio della Madonna Incoronata di Foggia.
  turismo religioso
E' stato scritto: "Noi siamo i nostri cammini, non i nostri luoghi". I Luoghi sono strutture predeterminate, realtà preesistenti, segni obbliganti innervati saldamente sul territorio. Gli itinerari per raggiungere queste o quelle mete sono, invece, frutto di scelte individuali, di decisioni spontanee, di libere acquisizioni. Chi con mezzi e mentalità più consoni nella nostra sensibilità volesse percorrere la Via dell'Angelo ne ha ora la possibilità seguendo istruzioni, testi e immagini consegnati in questo prezioso strumento mediatico.
Potrà così riannodare i fili della memoria storica, indugiare sulle testimonianze storico-artistiche legate agli edifici sacri che scandiscono l'itinerario verso il Monte, ma potrà altresì ricreare il contesto, i ritmi e le sequenze del pellegrinaggio micaelico con il corredo della gestualità e della ritualità popolare ad esso collegate. Scoprirà allora che la Via dell'Angelo è per ognuno uguale e diversa come sono i cammini individuali di ciascuno di noi.
Cosimo Damiano Fonseca
Accademia Nazionale dei Lincei